Il Museo della Stampa di LIBERTA'
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Museo della Stampa
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Quel piombo che parlava alla gente
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Quel piombo che parlava alla gente

All rights reserved to legal owner.In un famoso sonetto scritto più di 700 anni fa, il poeta Guido Cavalcanti fa parlare in vece propria gli arnesi del suo scrittoio: le «penne», le «cesoiuzze», il «coltellin».
La professione di chi scrive è inseparabile dai suoi ferri del mestiere; e questo è tanto più vero per l'editoria moderna e la sua dimensione industriale. Oggi che il computer ha semplificato in così tanti campi - compresa la realizzazione del giornale che avete in mano - la vita di noi tutti, è più che mai giusto dedicare un museo agli strumenti tipografici andati in pensione negli anni '80 del secolo scorso. Non sono semplici macchine: sono le ruote su cui la cultura di tutto il mondo ha fatto la sua corsa fin dal Quattrocento, quando Gutenberg inventò la «stampa a caratteri mobili».
Il Museo della Stampa che Libertà ha aperto nella sua sede in via Benedettine 68 - in contemporanea col nuovo spazio culturale «Le Rotative», tenuto a battesimo da un'incantevole mostra-spettacolo dedicata allo scenografo Lele Luzzati - è appunto dedicato a tutto questo. Qui è raccolta la memoria degli anni «eroici» e artigianali, intrisi dell'odore familiare dell'inchiostro, della vita del nostro giornale, quando si finiva di stampare la mattina presto: le «storiche» macchine compositrici (Linotypes, Nebitype, Ludlow), caratteri di piombo e di legno, clichés di metallo e gomma, flani di cartone, pagine di piombo, rulli, spazzole, pinze, tipometri (presto arriveranno anche le due vecchie macchine Duplex per la stampa in piano). Il miglior commento possibile è quello che, guardandosi intorno, ha fatto il grande Luzzati: «Sembrano cose dell'Ottocento. Eppure è così che, fino a pochi anni fa, è stato stampato tutto quello che abbiamo letto».

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15/04/2002 11.35.33

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Meraviglia, si sveglia la vecchia linotype



«Una memoria che non deve essere cancellata»
L'esposizione realizzata dall'artista Giorgio Milani con l'aiuto di ex tipografi

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