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Con Delorko va in onda una interessante storia del pianoforte

Prosegue con successo il Valtidone Summer Camp, l'innovativo programma di corsi di perfezionamento musicale che in questi giorni sta ponendo la nostra provincia all'attenzione del jet set internazionale delle sette note. Nell'ambito degli eventi collaterali Ratko Delorko - austriaco, docente alla Musikhochschule di Francoforte, pianista, compositore e collezionista - al Museo della Stampa di Libertà ha tenuto l'interessante lezione multimediale La storia del pianoforte.
Dopo l'introduzione di Donatella Ronconi, presidente dell'editoriale Libertà, Delorko con supporti multimediali - visivi e sonori, diapositive, video e selezionate basi musicali - ha brevemente ricostruito la storia del pianoforte partendo addirittura dalla preistoria, dalla cetra ad una sola corda, poi diventata a più corde, "a zattera", quindi "a cassetta".
Parallelamente a strumenti a tangente e a pizzico emergono i fortepiani viennesi ed inglesi, anche se per Bach lo strumento preferito rimase sempre il clavicordo in quanto, a causa delle proprie caratteristiche costruttive, garantiva un suono più intimo. «Ma il grande inventore del pianoforte fu Bartolomeo Cristofori nel 1698, menzionato per la prima volta nell'inventario dei Medici nel 1700 come "arpicimbalo che fa il piano ed il forte". Grande innovazione di Cristofori fu il principio di percussione delle corde da parte di martelli».
Nel 1732 Ludovico Giustini compose il primo pezzo per pianoforte della storia. Notevole poi il modello italiano di Domenico Perrotta prima che Broadwood introducesse i pedali. A fine '700 poi i primi successi internazionali e i primi riconoscimenti per uno strumento che di lì a poco avrebbe rivoluzionato la musica. Delorko ha delineato l'importanza del pianoforte nella storia della musica permettendo così a studenti del Valtidone Summer Camp ma anche ad appassionati un confronto stimolante per evitare fin dove possibile esecuzioni troppo alterate, non aderenti ad ideali e spirito del tempo. Certi strumenti storici sono del resto ancora attualissimi, perfettamente funzionanti per la cura con cui furono costruiti, imprescindibili anzi per una corretta comprensione del contributo di insigni compositori.
Con Delorko dunque finalità educative e didattiche, storia della musica ma anche musica nella storia perché la grande musica ha una sola dimensione temporale, l'assoluto presente.

L'intervista a Ratko Delorko


31/07/2007 15.23.37

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Delorko nel Museo della Stampa per la sua master class
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L'editrice di Libertà Ronconi, il pianista Levi Minzi e il direttore del Valtidone Festival Bollani
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I giovani presenti alla lezione
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